domenica 18 settembre 2011

COSTRUIRE E ABITARE IN MODO SOSTENIBILE E LOCALE

Costruire e abitare consuma una grande quantità di energia e materiali.Specialmente importanti sono il consumo di superficie e l'energia per il riscaldamento e il raffrescamento.

RISPARMIO DI SUOLO

In molti paesi europei il continuo ricorso a nuove superfici per abitazioni e strade va quasi solo a discapito dei terreni agricoli e si accompagna a un'ulteriore frammentazione e riduzione del paesaggio naturale.Il crescente consumo di suolo dipende dallo stimolo del plusvalore: un terreno edificato rende molto più di un terreno agricolo e lo sfruttamento tridimensionale dà molti più profitti di quello bidimensionale.A ciò si aggiunge il fatto che la promozione dell'edilizia e la politica dei trasporti hanno favorito la nascita di insediamenti disordinati e il consumo di superficie.Per troppo tempo tutti gli strumenti di promozione nel settore edile si sono concentrati sulla crescita e sulla costruzione di nuovi edifici e complessi residenziali.Al contrario è necessaria una politica regionale per il risparmio del suolo e per favorire la valorizzazione degli edifici esistenti.Una gestione comunale del suolo si impegnerà per destinare a uso residenziale principalmente aree già integrate nel tessuto urbano, anzichè zone esterne.L'uso preferenziale di tali aree contribuisce a creare una "citta dei tragitti brevi" e a ridurre il traffico.Il riciclo del suolo offre la possibilità di sfruttare vecchie aree, per esempio vecchi immobili industriali o commerciali, ex edifici militari o stazioni ferroviarie dismesse per trasformarle in nuove aree commerciali.Anche l'aumento della densità abitativa in aree commerciali già esistenti ma poco utilizzate può essere una buona opzione.E' inoltre possibile sviluppare un progetto complessivo per zone industriali ecologiche finalizzato a un uso più parsimonioso di suolo, biotopi, energia, acqua e materiali.

Tratto da Futuro sostenibile
Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa
di Wuppertal Institut, a cura di Wolfgang Sachs e Marco Morosini