lunedì 7 novembre 2011

Tozzi: “Tutta colpa della cementificazione” Ecco quali sono le regioni più a rischio

Vi segnaliamo un articolo tratto da Il Fatto Quotidiano del 6 Novembre 2011 dove il geologo Tozzi risponde ad alcune domande dopo la tragedia a Genova e alle Cinque terre. Buona lettura

Il famoso geologo tuona contro la cementificazione selvaggia: "Abbiamo avuto un consumo bulimico del territorio, si è costruito troppo dove non si doveva". Poi disegna la mappa delle regioni più a rischio: Liguria, Toscana, Lazio, Campania, ma anche il Trentino


Un consumo bulimico del territorio”. Quello che è successo a Genova e alle Cinque Terre non è soltanto l’effetto della natura che cambia. Mario Tozzi, impegnato su Radio 2 per la trasmissione “Tellus”, studia da anni questi fenomeni.

Tozzi, in poche ore è piovuto quanto piove in un anno. Quali sono le ragioni?
Sono ormai 20 anni che assistiamo a piogge sovrabbondanti. Ci sono state anche discussioni in Senato, non siamo solo noi geologi a dirlo. Poi il territorio italiano è giovane, attivo. Questo è un paese dove ci sono vulcani, terremoti, fenomeni di assestamento. Un terzo motivo è che abbiamo avuto un consumo bulimico del territorio. Cemento e infrastrutture hanno consumato la terra. Abbiamo mangiato il suolo rendendo il terreno impermeabile. L’acqua non penetra più, scivola e va via. Si è costruito troppo dove non si doveva. Le case sono state costruite anche sugli argini dei fiumi. A ogni disastro tutti pongono il problema dei detriti che ostruiscono il corso dei fiumi. Il problema non sono tanto i detriti, ma il fatto che l’uomo ha ridotto gli alvei dei corsi d’acqua.

I morti della Liguria sono come quelli di Giampilieri, a Messina. Colpa della natura o dell’uomo?
La colpa è dell’uomo, le catastrofi naturali non esistono. Abitiamo in posti dove non dovremmo stare. I genovesi d’altri tempi stavano nelle alture.

Si parla di cambiamenti climatici e surriscaldamento del pianeta. È un fenomeno irreversibile o si può intervenire?
È un fenomeno parzialmente naturale, ma l’uomo ha accelerato il processo di surriscaldamento. Il carattere violento di queste perturbazioni ne è una conseguenza. Si devono ridurre le emissioni inquinanti. È un processo che deve riguardare tutti i paesi del mondo.

L’Italia è un paese a forte rischio idrogeologico. Quali sono le regioni più a rischio?
La Liguria e la Toscana, ma anche l’alto Lazio, la Campania e la Sicilia. Io considero a rischio frane anche il Trentino. Lì però non si sono mai registrate vittime perchè c’è stato un uso più attento del territorio.

Quali scelte deve fare la politica nei territori a rischio?
I sindaci devono fare un passo indietro rispetto all’uso del territorio. Purtroppo si pensa che si guadagni consenso solo con l’edilizia e il cemento.

L’associazione dei Comuni virtuosi lancia una proposta: moratoria sulle grandi opere e i soldi da destinare contro il dissesto idrogeologico. Che ne pensa?
Sono d’accordo. Li conosco e sarò con loro lunedì prossimo. Cosa si deve insegnare ai nostri figli? Bisogna che capiamo prima noi che è necessario fare un passo indietro rispetto a scelte non rispettose della natura e del territorio. Riprendere ritmi naturali, rinaturalizzare i corsi d’acqua, ritornare a vivere dove e come si viveva un tempo. Il cemento non serve, bisogna recuperare la terra.

di Michela Gargiulo

Da Il Fatto Quotidiano del 6 novembre 2011