domenica 29 gennaio 2012

ENERGIA CHE SI...DISPERDE...




Domanda: per mantenere inalterato il livello di acqua contenuta nel secchio, occorre:

A) versare acqua in modo continuo
b) provvedere a chiudere qualche foro?


Ovviamente, la risposta -razionalmente - corretta è la b).

Allora - mi chiedo - "perchè mai non applichiamo questa stessa logica ai nostri edifici?"
La maggior parte del patrimonio edilizio italiano (il 67% circa) è costituito da edifici costruiti antecedentemente alla primissima legge riguardante il loro contenimento energetico (L. 373/76) e la restante percentuale è molto lontana dagli standard costruttivi europei. Le nostre abitazioni- in media - hanno bisogno di una quantità di energia termica che assume valori nell'intervallo compreso tra i 150 ed i 250 kWh per ogni metro quadro di superficie; una quantità enorme, la maggior parte della quale serve unicamente a "riscaldare" gli ambienti esterni...





Energia che si disperde perchè non siamo in grado o non abbiamo - ancora - acquisito la consapevolezza di quanto sia importante realizzare edifici "termicamente chiusi", che possano, cioè, contenerla in modo efficiente. Basti pensare che lo spessore medio degli isolanti impiegati nei nostri manufatti edilizi è stato quantificato pari a 5 cm; un valore relativamente basso, sia per il periodo invernale, sia - anche - per il periodo estivo.

Una abitazione mal isolata, durante il periodo invernale, cede all'esterno 6 litri di gasolio per ogni metro quadrato di superficie opaca e 22 litri per ogni metro quadrato di superficie trasparente.

A voi calcolare quanta energia (e quanto denaro) gratuitamente "bruciamo"...






Per invertire questo trend, occorre riqualificare energeticamente il nostro patrimonio edilizio esistente a seguito di una attenta e puntuale diagnosi energetica - condotta da esperti tecnici qualificati - o ricorrere ad una corretta progettazione/esecuzione del sistema edificio/impianto, nel caso di edifici di nuova costruzione, lavorando sull'involucro, in primis, e sulle componenti impiantistiche in secundis. Soltanto dopo avere termicamente chiuso l'edificio (involucro termico), infatti, possiamo pensare alla progettazione ed al dimensionamento delle componenti impiantistiche (impianto termico), che - se a servizio di un edificio termicamente performante - non risulteranno essere insostenibilmente "energivori".





Ludovica Ambrogetti