mercoledì 25 gennaio 2012

ENERGIA

L’energia, dal punto di vista della scienza fisica, è definita come “la capacità di un corpo di fare lavoro”.
Essa, come ben sappiamo (o dovremmo sapere) “non si crea e non si distrugge, ma si trasfoma”, secondo la cosiddetta “Legge di conservazione”, in virtù della quale qualsiasi sistema isolato vede variare nel tempo la propria quantità totale di energia, poiché – essa – verrà convertita in altra/e forme, che possono non più appartenere, intrinsecamente, al sistema stesso.
Ad esempio, quando facciamo bollire una pentola di acqua sul fuoco, una parte di energia, inizialmente posseduta, in “potenza”, dall’acqua viene convertita in energia termica e rilasciata nell’ambiente tutt’intorno. L’energia “totale” iniziale, quindi, subisce un processo di modificazione del proprio stato (di tipo qualitativo), ma in nessuna delle sue parti subirà alcuna perdita (trasformazione quantitativa su scala globale).
Sulla base si quanto sopra asserito, ad un sistema possiamo associare una particolare tipologia di energia in virtù della sua stessa essenza, che definiamo con l ‘espressione “energia potenziale”. Tale forma di energia, col tempo può essere trasformata e convertita in altre forme, tra cui quella specifica definita “energia cinetica”.
L’energia cinetica è quella quantità di energia potenziale che il corpo utilizza per svolgere un certo “lavoro” nel suo divenire, nello specifico, quando il corpo si muove. L’aggettivo “cinetica”, dato all’energia, infatti, deriva dal sostantivo greco “kinesis”, che significa letteralmente “movimento”. L’energia cinetica viene calcolata con la seguente espressione matematica: K= 1 / 2 * m * V² da cui risulta, quindi, che l’energia cinetica è direttamente proporzionale alla massa del corpo (m) ed al quadrato delle sua velocità (V): più grande è la massa del corpo e maggiore sarà la sua energia cinetica; più elevata è la velocità del corpo e maggiore sarà la sua energia.
La somma della quantità di energia potenziale e della quantità di energia cinetica posseduta da un corpo, in una dato intervallo di tempo, è definita come “energia totale” del corpo stesso e, generalmente, indicata con la lettera “U”.
L’energia totale posseduta da un corpo dipende dal movimento continuo (agitazione) delle particelle che lo compongono e, per questo motivo, essa può essere anche definita come la quantità di “calore” posseduta dal corpo.
L’unità di misura dell’energia nel Sistema Internazionale (S.I.) è Joule (J). Per lungo tempo l’unità di misura del calore è stata la cosiddetta “caloria”, secondo la seguente equivalenza:
1 cal= 4,1855 J.

Ludovica Ambrogetti