mercoledì 25 gennaio 2012

INQUINAMENTO

L’inquinamento è una alterazione dello stato di qualità caratterizzante ciascuno dei quattro comparti in cui l’ambiente è suddiviso: acqua, aria, suolo e sottosuolo.
Ognuno di questi comparti, infatti, è ben definitivo da peculiari caratteristiche quali/quantitative di tipo fisico/chimico che possono essere considerate sia dal punto di vista statico, sia dal punto di vista dinamico. Ciascuna proprietà, tipica di ogni comparto ambientale, è identificata da una puntuale grandezza, a sua volta espressa da una altrettanto puntuale unità di misura, e può essere presa in un preciso intervallo con definite coordinate spazio/temporali o nelle sue variazioni nel tempo e nello spazio, all’interno di un range di valori noti.
Quando tali proprietà subiscono variazioni notevoli, portando i propri indici ben oltre quelli noti e molto al di là dei valori “naturalmente” accettabili, possiamo asserire di trovarci di fronte ad una evidente forma di cambiamento, alterazione, inquinamento appunto.
I sistemi naturali – acqua, aria, suolo e sottosuolo – posseggono la capacità intrinseca di detossificare se stessi per effetto delle continue interazioni tra le componenti abiotiche (ad es. luce) e quelle biotiche (ad es. microorganismi) presenti al loro interno. Il suolo attraverso percolazione, mediante l’azione combinata delle diverse granulometrie filtranti, dell’attività metabolica dei microorganismi e di suzione/captazione delle radici delle piante, purifica l’acqua meteorica di deflusso sub-superficiale, fino a renderla potabile acqua di falda. E questo solo un esempio.
L’uomo e la totalità delle sua attività, protratte nel tempo con diffusione esponenzialmente omogenea, ha prodotto sostanze che per qualità e quantità non sono da considerarsi bio-compatibili in senso stretto e, quindi, non possono essere né chimico/fisicamente “alleggerite” (es, percolazione), se non in minima quantità, né naturalmente sfruttate, attraverso reazioni bio-chimiche (metabolismo). Tali sostanze, dunque, sono destinate a permanere a lungo, nella loro forma originaria o, addirittura, in forme diverse e più complesse (biomagnificazione) muovendosi dal luogo di antropica introduzione verso altri, anche, molto lontani dal punto di vista spaziale, irreversibilmente provocando alterazioni “inquinanti”.

Ludovica Ambrogetti