mercoledì 1 febbraio 2012

20 20 20



Siamo nel dicembre del 2008, l'Unione Europea approva il pacchetto europeo "clima-energia" , più comunemente noto come strategia "20-20-20".

Esso prevede che - entro il 2020 - ogni paese membro della comunità riduca del 20%:

- le emissioni di gas climalteranti (gas serra)rispetto ai valori registrati nel 1990
- il consumo di energia globale rispetto ai valori previsti per il medesimo anno (2020)
e di portare al 20% la quantità totale di energia prodotta da fonti rinnovabili (solare, eolico, biomassa).

Il pacchetto, inoltre, contiene provvedimenti sui limiti alle emissioni delle automobili e sul sistema di scambio di quote di emissione dal 2013 al 2020 (Emissions Trading Scheme).

E' passato del tempo, non poco - direi - e siamo arrivati al gennaio 2012.

Schema di decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio recante “Ripartizione fra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili e disciplina delle modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni e delle Province Autonome (Burden sharing) (bozza non ancora in vigore).

Leggiamone i contenuti principali:

Entro il 2020, nel nostro - bel - paese il 17% dell'energia globale dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili e, nello specifico, ogni regione dovrà dare il proprio contributo, partendo dalla Basilicata che dovrà raggiungere il 33% dall'attuale 7,9%, per arrivare alla provincia autonoma di Bolzano che già vanta un ottimo 32,4%.

Una prima verifica è prevista per l'anno 2014, a seguito della quale verrà quantiticato lo scarto percentuale - probabilmente - ancora presente e, nel caso in cui - esso - risulti maggiore del 30%, si procederà con un accertamento, finalizzato a comprenderne le cause di tale scarto: se legate alle specifiche strategie energetiche scelte o alla - eventuale - pretenziosità degli obiettivi imposti.

Nel primo caso, qualora gli obiettivi non saranno raggiunti entro il termine ultimo previsto - 2020 - verrà aperto un cotraddittorio con la Regione interessata che avrà tempo 6 mesi per allinearsi, trascorsi i quali potrebbe essere - anche - essere oggetto di commissariamento.

Se le previsioni Maya dovessero risultare non corrette, credo sia necessario darci molto da fare tutti quanti, considerando che "il battito di ali di una farfalla in texas può provocare un uragano dall'altra parte del mondo"



Ludovica Ambrogetti