mercoledì 15 febbraio 2012

ETERNIT(A')




Dopo la recente sentenza che ha condannato a sedici anni Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne, che (in tempi diversi) hanno guidato la maggiore azienda svizzera produttrice di amianto "ETERNIT", notizia della rimbalzata su tutte le più importanti testate giornalistiche del mondo (dal Daily Telegraph all'Independent, dalla Cnn alla Bbc), ho ritenuto "buono e giusto" scrivere qualcosa riguardo a questo - già da tempo legalmente riconosciuto - nascosto nemico della salute pubblica: l'amianto.

L'amianto è una aggregato naturale di minerali silicei, che - a seconda del luogo in cui ha avuto origine, assume diversa formula chimica, peculiari proprietà e conseguentemente puntuali denominazioni: Amosite, Tremolite, Antofillite ...

La principale macro-caratteristica dell'amianto è la sua natura fibrosa che lo ha reso - ormai da diversi decenni - impiegabile in molti settori, da quello automobilistico (parti meccaniche e vernici) a quello edile (coibentazione - ETERNIT).

Ma "un punto è quello che lo vince": contiene polveri che, respirate in grande concentrazione e/o per lunghi tempi di esposizione, possono provocare gravi forme tumorali (asbestosi).

Vediamo, allora, cosa ci dice la normativa...


A tale proposito, riporto un articolo di Dott. Fulvio D’Orsi
Responsabile Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro - Azienda USL C Roma - Membro Commissione Nazionale Amianto


Le prime disposizioni che regolamentano l’uso dell’amianto nel nostro paese risalgono al 1986 con l’ordinanza del Ministero della Sanità 26/6/86 che, in recepimento della direttiva europea 83/478, limita l’immissione nel mercato e l’uso della crocidolite.
Il DPR 215 del 1998 amplia ulteriormente il campo delle restrizioni estendendolo a tutti i tipi di amianto quando siano impiegati in alcune tipologie di prodotti, quali giocattoli, articoli per fumatori, pitture e vernici. La stessa norma vieta l’applicazione a spruzzo e definisce le disposizioni (tuttora vigenti) per l’etichettatura dei prodotti contenenti amianto.
Nel 1992 con la legge n. 257 l’Italia mette al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto, secondo un programma di dismissione il cui termine ultimo è fissato al 28 aprile 1994.
Solo recentemente, la legge 426 del 9 dicembre 1998 ha introdotto una deroga a tale divieto limitatamente ad alcune applicazioni particolari.
La L. 257/92 regolamenta il processo di dismissione, definendo i criteri per il finanziamento delle imprese interessate alla riconversione produttiva e per i benefici previdenziali a favore dei lavoratori occupati nella produzione dell’amianto. Successivamente la Legge 271/93 estende tali benefici a tutti i lavoratori professionalmente esposti ad amianto.
Una normativa specifica relativa alla prevenzione dell’inquinamento ambientale da amianto esiste oggi solo per quanto riguarda le emissioni in atmosfera e gli scarichi negli effluenti liquidi. Il D.Lgs. 114 del 17 marzo 1995 che recepisce la direttiva comunitaria del 1987 fissa, infatti, i valori limite per l’inquinamento da amianto dell’atmosfera e delle acque. Precedentemente esistevano solo limiti per le emissioni in atmosfera (identici) stabiliti dal DPR 203/88.
Per quanto riguarda i rifiuti contenenti amianto, invece, non esistono ancora norme specifiche, per quanto previste dalla L. 257/92. Fino al 1997 i rifiuti di amianto erano disciplinati nell’ambito delle norme generali sui rifiuti (DPR 915/88 e Deliberazione del Comitato Interministeriale del 27 luglio 1984). Secondo tali norme, i rifiuti di amianto erano classificati come speciali ovvero tossici e nocivi, in base al contenuto di amianto sotto forma di fibre libere. Nessuna norma ha mai chiarito cosa dovesse intendersi per "fibre libere", né quale metodo analitico adottare per tale determinazione.


Rebus sic stantibus, invito tutti a verificare la tipologia di materiali che avete sopra le vostre teste - e non solo - e, qualora scopriste che - a suo tempo - questi sono stati "spacciati" per ETERNI(T), vi esorto a disfarvene immediatamente, rivolgendovi ad esperti qualificati...


Ludovica Ambrogetti